Ampliare gli spazi di partecipazione alla Coop ExAequo

Il primo bilancio, al 30 giugno 1994, si chiude con un risultato economico e politico che è allo stesso tempo una conferma e una sfida per gli anni a venire.

Le oltre duemila persone che nel corso del primo anno di apertura aderiscono a Icaro - l'associazione che gestice la Bottega di Via Altabella - rappresentano la conferma che fare commercio equo a Bologna è possibile.
E anche i conti danno una indicazione analoga: circa 165 milioni (di Lire) di fatturato portano il bilancio in sostanziale pareggio, nonostante gli investimenti iniziali effettuati per allestire il punto vendita e avviare l'attività commerciale.

Sul finire del secondo anno di attività, mentre i numeri in crescita permettono di guardare al futuro con minore preoccupazione, viene proposto ai frequentatori della bottega un questionario per raccogliere indicazioni sul versante commerciale e sollecitare un rapporto più diretto con la Cooperativa.

L'iniziativa, lanciata nell'inverno 95/96, costituisce il pretesto per andare oltre il semplice contatto commerciale con le tante persone che frequentano la bottega.
Il percorso di "avvicinamento" alla Cooperativa proposto a tutte le persone che hanno dichiarato l'interesse/la disponibilità a collaborare si traduce, nei mesi successivi, in una piccola campagna soci attraverso cui alcune decine di persone decidono di iniziare la loro avventura nel mondo del fair trade affiancandosi ai soci fondatori.

Mentre si sviluppano i rapporti con le realtà dell'associazionismo e della cooperazione sociale che operano a livello cittadino, nel dicembre del 1995 si realizza anche la prima esperienza di mercato natalizio che vede la commercializzazione congiunta di prodotti di commercio equo e della cooperazione sociale.
Una mostra mercato che si pone come punto di partenza di un progetto ben più ambizioso: dare visibilità alla produzione della cooperazione sociale bolognese per legittimare una diversa logica di produrre e di consumare.



È proprio da questa esperienza e da questa rete di relazioni che maturerà, negli anni successivi, la decisione di ExAequo di aderire al SIC, il consorzio delle cooperative sociali bolognesi.

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