L'agricoltura sostenibile

Più della metà del cibo del mondo è prodotta dall'agricoltura familiare e contadina, eppure il 75 per cento del miliardo di affamati del pianeta vive nelle zone rurali del Sud.

In un contesto di aumento dei prezzi dei prodotti alimentari sembra incredibile che questo non porti a un miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori.

Non dobbiamo dimenticare invece che a guadagnare dall'incremento dei prezzi sono gli intermediari e tutti i soggetti che lungo la filiera agiscono in un contesto oligopolistico. Per esempio, 5 imprese private (Archer Daniel Midlands, Bunge, Cargill, Dreyfus Louis, Marubeni) controllano il 90 per cento del commercio mondiale dei cereali.

Inoltre a minare la sopravvivenza dei contadini è un sistema agricolo basato sulla monocoltura, che vede l'agricoltore molto più esposto all'andamento del mercato, privo delle risorse necessarie per sopravvivere del proprio lavoro e costretto quindi ad avere bisogno di comprare beni o servizi da altri in un contesto di aumento dei prezzi.

E non è da dimenticare che le monocolture sono anche la causa della perdita di biodiversità.

Ma quando si parla di povertà non dobbiamo sottostimare le informazioni sconcertanti relative allo spreco alimentare.
I dati FAO sono molto chiari in questo: un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano viene inesorabilmente perso durante la produzione o sprecato.
Ogni anno i consumatori dei paesi ricchi sprecano quasi la stessa quantità di cibo che viene prodotta in un anno nell'Africa sub-sahariana.

Per questo bisogna diffondere sempre di più un modello di agricoltura sostenibile, che integra tre obiettivi principali: tutela ambientale, equità economica e sociale, redditività economica.

L'agricoltura può essere definita sostenibile quando i piccoli produttori e le loro famiglie possono accedere o possiedono le risorse produttive (terra, acqua, boschi, pascoli, sementi) e le utilizzano per garantirsi sostentamento, crescita e sviluppo con metodi e tecnologie economicamente, socialmente e ambientalmente appropriati.
In questo modo le aziende agricole producono cibo senza danneggiare i terreni, gli ecosistemi presenti e i lavoratori, e riducendo o annullando la dipendenza da fattori esterni quali fertilizzanti e pesticidi chimici.

 

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Tags: monocolture, Biodiversità , agricoltura sostenibile, intermediari, oligopoli, spreco alimentare