Manifestazione contro la privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali

Il Comitato Acqua Bene Comune di Bologna ha indetto per sabato 21 febbraio, a partire dalle 15:30, un presidio davanti a Palazzo d'Accursio in piazza Maggiore.

Perché non sono bastati l'effetto valanga del referendum del 2011 e neanche i vincoli della nostra Costituzione, a fermare i propositi di definitiva privatizzazione dei beni comuni come l'acqua e i servizi pubblici locali.

Anche il Comune di Bologna ha deciso di vendere una parte consistente del proprio pacchetto di azioni che fa riferimento alla multiutility HERA, e il sindaco si è impegnato a presentare in consiglio comunale un piano di dismissione prima della fine di marzo 2015.
L'intento dichiarato è fare cassa e fare scendere la quota sotto il 51% della proprietà pubblica in aziende come HERA o altre società decisive per l'erogazione di servizi pubblici locali che garantiscono diritti umani fondamentali come l'acqua.

Questa scelta rappresenta un punto di non ritorno nel progetto di completa privatizzazione dei servizi pubblici e significa per le amministrazioni pubbliche cedere campo libero alla gestione finalizzata al profitto e dominata dalla finanza.

Inoltre, viene meno qualsiasi forma di partecipazione collettiva nell'amministrazione dei diritti e degli interessi dei cittadini, dei lavoratori, del territorio nel suo insieme.

Il presidio ha l'obiettivo di far recedere la Giunta comunale nel progetto di svendita e privatizzazione e contestualmente sensibilizzare e informare cittadini e forze politiche ancora quasi completamente all'oscuro di questa iniziativa.

La campagna s'inserisce all'interno di una mobilitazione regionale che vede coinvolti tutti i cittadini per la raccolta di 50.000 firme (quota da raggiungere entro il 31 marzo) attraverso una petizione popolare online perché il pubblico si riappropri del governo del territorio.

Ci auguriamo che anche le reti che fanno riferimento all'economia solidale aderiscano attivamente alla campagna, così come avvenne all'epoca del referendum del 2011.

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