La settimana di Genuino Clandestino

"Vorremmo poter dichiarare in tutti i luoghi dove siamo presenti che siamo antifascisti e che siamo contro tutti gli eserciti. Tacere il razzismo dilagante, istituzionale e popolare che attraversa l'Italia significa, oggi più che mai, esserne complici."
 


Genuino Clandestino è una campagna nata per denunciare un insieme di norme ingiuste che, equiparando i prodotti contadini trasformati a quelli delle grandi industrie alimentari, li ha resi fuorilegge.

Non è però soltanto una campagna per la libera trasformazione dei prodotti agricoli, ma è una campagna antifascista, perché:

vuole decontaminare la parola "clandestino", spesso usata dalle industrie alimentari come spauracchio e sinonimo di prodotto pericoloso a vantaggio del loro prodotto "sicurezza";
vuole denunciare le leggi razziali tuttora vigenti in Italia che criminalizzano le persone migranti e le condannano a illegittime segregazioni nei lager italiani e libici o a morte atroce nel canale di Sicilia.

I loro sono Campi Aperti a ciò che accade intorno. Sono campi apertamente critici verso tutte le pratiche che negano la dignità della "persona" e rendono impersonali il rapporto tra chi produce e chi "co-produce" il bene.

Programma

martedì 27 ore 17.30
  • mercato c/o Vag61 in via Paolo Fabbri 110
  • musica e intrattenimenti
mercoledì 28 ore 20.30
  • Da Rosarno a Nardò. Crisi e lotte nell'agricoltura meridionale. Incontro pubblico c/o Xm24, via Fioravanti 24, nell'ambito di Meryxm, i mercoledì di Xm24. Intervengono:
  • Gianluca Nigro (associazione Finis Terrae, Puglia)
  • Yvan Sagnet (portavoce dei braccianti in sciopero di Nardò)
  • Moussa Sangare (Assemblea dei lavoratori africani di Rosarno a Roma)
  • Michele Trungadi (contadino, associazione EquoSud)
  • conduce Mimmo Perrotta
  • cena
  • concerto
Giovedì 29 ore 17.30
  • mercato c/o XM24, via Fioravanti 24
  • musica e intrattenimenti
Venerdì 30 ore 17.30
  • mercato c/o via Udine, cortile della Scuola di Pace
  • Banda Roncati in tour nel quartiere Savena
ore 21.00
  • Autorganizziamo un'altra economia. Incontro pubblico c/o Sala del Silenzio, Vicolo Bolognetti. Intervengono: Alberto Zoratti, una testimonianza del forum di Nyeleni, Crocevia, Le Mocase (movimiento campesino de Santiago del estero)
  • Aperitivo e mostra fotografica di Michele Lapini e Sara Casna.
ore 24.00
  • Campeggio e pernottamento presso Villa Torre , Via Tolara di Sopra, 99 – Settefonti – Ozzano Emilia (BO).
  • Colazione e pranzo di sabato 1 ottobre al sacco.
Per informazioni e prenotazioni: info[at]campiaperti.org

Sabato 1 ottobre ore 10.00
  • c/o Villa Torre,Via Tolara di Sopra, 99 – Settefonti – Ozzano Emilia (BO), assemblea e tavoli tematici: accesso alla terra con la partecipazione di terre de liens; controllo partecipato; semi; campagna popolare, criticità e osservazioni, a cura di Roberto Schiellino
  • laboratorio di pasta fresca (tagliatelle) a cura di Ambra Mambelli, alias lady Cocca, ErbeinPasta
ore 20.00
  • cena di autofinanziamento a cura di CampiAperti
  • musica
Domenica 2 ottobre

c/o via Udine, cortile della Scuola di Pace, quartiere Savena (autobus 11, 87, 90), accesso pedonale da via Lombardia, dalle ore 10.00 al tramonto
  • mercato Genuino Clandestino (per adesioni scrivere a info[at]campiaperti.org )
  • laboratori per bambini a cura dell'associazione Oltre
  • scuola di ultimate frisbee
  • musica

 

Sosteniamo la cooperativa Quetzal

È appena stata aperta una pagina facebook di sostegno alla cooperativa Quetzal di Modica (Sicilia), che da tre anni sta attraversando vicende tempestose.

A luglio 2011, 63 organizzazioni nazionali e internazionali e alcune personalità si sono fatte sentire presso l'assessorato regionale alle attività produttive dichiarando il proprio appoggio.
Nelle settimane seguenti, piene di attacchi mediatici, la solidarietà non si è mai interrotta.

La cooperativa Quetzal di Modica è quella che produce la celeberrima, buonissima cioccolata: alla vaniglia, al peperoncino, all'arancia, alla cannella, alla manna, alla mandorla, al limone, al caffè.
E anche liquori squisiti, al cioccolato e al caffè, realizzati, dalla produzione all'imballaggio, con materie prime del mercato equosolidale.

Inoltre, la cooperativa gestisce varie iniziative di tipo socio-culturale. Il laboratorio artigianale di cioccolato e liquore e una bottega del mercato equosolidale. E rappresenta una rarissima possibilità di lavoro con contratto regolare, equiparato a quello nazionale.

Attualmente si vorrebbero sviluppare altri settori del commercio equosolidale in Sicilia, con mille progetti e mille idee.
Ma il lavoro delle donne e degli uomini coinvolti potrebbe essere bloccato da una delle solite storie di burocrazia e ostruzionismo siciliano.

La storia che segue è tratta dal blog Femminismo a Sud, da un post del quale abbiamo mutuato anche le righe che avete appena finito di leggere.

Cinque elementi del consiglio direttivo; cinquantotto soci; dieci dipendenti, 7 donne e 3 uomini; nel 1995 ha inizio la produzione; la loro vendita si compone di ben il 65% di prodotti con il loro marchio; lo scorso anno è stato il primo in assoluto in cui hanno chiuso con circa 300.000 euro di fatturato e 97.000 euro di perdita.

Hanno un laboratorio in Corso Umberto al 281, un magazzino di loro proprietà e una Bottega Solidaleche esiste da 15 anni in Corso Umberto al 223. I loro prodotti sono in vendita anche online e fin qui tutto benissimo o quasi.

Nei due anni scorsi (2009-2010) Direttore generale, dirigente assunto con contratto a tempo indeterminato, è Simone Sabaini, un veneto che prima di allora aveva lavorato per Ctm-Altromercato, il Consorzio Equo e Solidale Italiano.

Durante il primo anno di direttorio presso la Cooperativa Quetzal il signor Sabaini, da bravo amministratore d'impresa alla maniera dei bravi imprenditori del nord che vogliono fare quadrare i conti, licenzia tutti e tutte, stabilendo 40.000 euro di utile e ponendo fine a tutti i contratti a tempo indeterminato. Riassumerà poi con contratti a minore garanzia, tranne due dipendenti un po' troppo ingombranti che restano licenziati.

Le uniche donne che non può licenziare sono quelle in maternità, tre in tutto.

Nel luglio 2010 viene chiamato Fabrizio Nardo a guidare la cooperativa. Il direttore Sabaini viene licenziato (nel 2010) con provvedimento disciplinare dall'Amministratore Delegato Fabrizio Nardo quando in carica era l'ex Presidente Piero Iemmolo.

L'ex direttore impugna il licenziamento e avanza una cospicua richiesta di risarcimento che se accolta già da sola può rappresentare la fine della Cooperativa.

"Prima di essere licenziato ha presentato contro la Cooperativa, insieme al socio Paolo Segreto, un esposto all'Assessorato Regionale per le Attività Produttive, altri 2 ne sono seguiti anche all'Ispettorato del Lavoro e alla Confcooperative" – mi racconta Sara Ongaro.

Gli esposti riguardano supposte irregolarità nella gestione della Cooperativa. Sabaini nel frattempo si è messo in proprio e commercializza cioccolata di Modica equa e solidale.

Intanto Confcooperative realizza a dicembre 2010 un'ispezione le cui conclusioni sono favorevoli al nuovo corso della cooperativa. Inizia anche l'Ispezione straordinaria dell'assessorato regionale.

A giugno viene realizzata sulla stampa una larga campagna di disinformazione. A seguito del licenziamento (a fine maggio) di tre dipendenti per totale mancanza di ordinativi da gennaio (anche loro impugnano la risoluzione) si politicizza il conflitto e viene inserito in un dibattito elettorale, avvelenato, come avvelenati sono tutti i dibattiti elettorali del nostro tempo.

Nel frattempo si attende la risoluzione degli Ispettori inviati dall'Assessorato che arriva 7 mesi dopo a conclusioni opposte rispetto alla prima ispezione tanto da richiedere la liquidazione della cooperativa. Oltre alle controdeduzioni degli avvocati della cooperativa vengono consegnate all'Assessorato ben 65 lettere di altrettante Organizzazioni nazionali e internazionali del Mercato Equo e Solidale e non solo che dichiaravano sostegno e stima incondizionata nei confronti di Quetzal. (Chi vuole chiedere conto di questa decisione o inviare sostegno alla Cooperativa Quetzal e totale disaccordo circa la risoluzione può scrivere a dipartimento.coop[chiocciola]regione.sicilia.it – chi vuole invece inviare una mail di sostegno alla cooperativa può scrivere a sostienicooperativaquetzal[chiocciola]gmail.com.)

Quetzal dagli Ispettori non verrebbe riconosciuta come Cooperativa sociale giacché fa solamente commercio equo e solidale e gli Ispettori ignorano il contenuto sociale dello stesso e ogni altra attività artistica, culturale e sociale che la cooperativa svolge regolarmente essendo diventata un raro punto di riferimento e uno spazio che funge da stimolo per la cultura della città.

Assessore regionale alle Attività Produttive per l'amministrazione Mpa/Pd è Marco Venturi (Pd) (indirizzo mail: marco.venturi[chiocciola]regione.sicilia.it). Funzionari e ispettori hanno forse altre affiliazioni politiche.

Prima ancora che la risoluzione fosse annunciata in via ufficiale in giugno venivano già pubblicati in un giornale locale (Il Giornale di Ragusa) notizie contenute nell'esposto e poi quelle contenute nel verbale dell'ispezione a sostegno della certezza che la cooperativa sta per chiudere, giusto per dare il colpo di grazia.

L'obiettivo è sempre l'amministrazione di centro/sinistra. Perché la politica anche a Modica è fatta di colpi bassi. Non importa se ci sono persone che rimarranno senza lavoro e se ci sono donne che non potranno più auto sostenersi. Non importa se un progetto così bello finirà al macero. L'importante è che vincano i vecchi giochi della politica.

Da parte mia vorrei chiedere all'amministrazione regionale com'è possibile che sfugga al suo compito di sostegno di imprese pulite, che con difficoltà vengono realizzate in Sicilia, una terra in cui, lo sappiamo, è veramente difficile fare impresa senza incappare in compromessi con mafiosi e intrallazzi e senza dover pagare il pizzo. Com'è possibile che la Regione Siciliana invece che sostenere un'impresa che dà da vivere a diverse donne e uomini decida di chiederne la liquidazione affinché essa sia svenduta al primo offerente/speculatore disponibile?

È questo il modo in cui questi ispettori della Regione intendono il sostegno all'economia sana dell'isola? E se queste persone saranno costrette a liquidare la Cooperativa cosa faranno dopo? Da chi saranno costretti ad andare a bussare, piegati, spezzati, per chiedere l'elemosina di un lavoro?

Le persone, le donne, che io ho incontrato della Cooperativa non hanno certamente nessuna intenzione di lasciarsi spezzare e sono lì a compiere una battaglia di frontiera, in una terra difficilissima che per nascita, amore o per scelta non vogliono lasciare, a dispetto di quei dati Istat che dicono che nel sud non esiste lavoro di alcun genere per le donne, sono proprio le donne, determinate, che lottano perché quel lavoro esista.

Ci dicano i dirigenti, gli ispettori, l'assessore, tutti, cosa ne sarà di Sara, Rachele, Rosa, Monia, Saro, Fabrizio, Marcello e molte altre persone che hanno speso tempo, energia, vita, sogni, progetti nella Cooperativa? Può davvero un Ispettore mettere il bollino rosso su una esperienza di vita?

Genuino clandestino

Genuino clandestino è un documentario di Nicola Angrisano sui movimenti di resistenze contadine in Campania e in Italia.
Tocca temi che ci sono cari, come la difesa della salute e dell'ambiente contro la speculazione e il potere della grande distribuzione e delle multinazionali.

Il film sarà proiettato gratuitamente, in anteprima nazionale, venerdì 15 luglio alle 21:30 presso il centro sociale Montanari (in via di Saliceto 3/22 a Bologna – per chi vuole prenotare: genuino[at]insutv.it).
Interverrano gli autori e alcuni dei protagonisti.
CampiAperti a Bologna (rete dei "clandestini" locali) offrirà degustazione dei cibi genuini e clandestini.

Sinossi
Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell'attacco alle logiche economiche e alle regole di mercato cucite sull'agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti, l'agricoltura contadina, l'immenso patrimonio di saperi e sapori della terra.
Da questa rete nasce la campagna "Genuino Clandestino", con donne e uomini da ogni parte d'Italia che si autorganizzano in nuove forme di resistenza contadina.
Mentre la burocrazia bandisce dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità e affidabilità dei cibi.
Attraverso il lavoro, le situazioni e le voci dei contadini "clandestini", InsuTv racconta questa campagna, semplice nel suo messaggio, ma determinata nelle sue forme, insieme alle implicazioni in materia di democrazia del cibo, sviluppo economico, salvaguardia dell'ambiente e accesso alla terra.

Al termine della proiezione verranno distribuite copie del film (il documentario è stato autoprodotto attraverso il pre-acquisto di copie da parte di centinaia di persone, tramite la piattaforma Produzioni dal Basso). 

Ho imparato - saluto a Gaza

Silvia Todeschini è una ragazza della provincia di Padova che nel settembre del 2010 prese la decisione di vivere per un anno a Gaza.

Attivista dell'International Solidarity Movement, poco prima di partire dichiarò che "più che per aiutare, lì si va ad imparare".

Ora, alla vigilia del suo rientro in Italia, ha scritto una lettera, che è anche un post, in cui racconta che cosa ha imparato.

[Ricevuta per email, e apparso originariamente qua.]

Quest'anno sono stata a scuola. Ci sono tanti tipi di scuola, alla scuola dove sono stata io non c'erano insegnanti professionisti, ma si imparavano tante cose lo stesso. Ora vi racconto cosa ho imparato. Il programma delle lezioni è stato intenso, ma come tutti è venuto il momento di andare in vacanza per i mesi estivi, perché una delle cose che ho imparato è che c'è bisogno di pause per interiorizzare le lezioni.
 
Ho imparato che il suono delle zannane è diverso da quello degli F16 che è diverso da quello degli apache. Ho imparato a distinguerli. Non ho imparato a distinguere i sonic boom dalle bombe reali, però. Questo è programma dell'anno prossimo.
 
Ho imparato il suono dei proiettili, ho imparato che quando sparano in aria si sente un solo botto, quando sparano in terra si sentono 2 botti ravvicinati e quando oltre ai 2 botti si sente un fischio allora comincia ad esserci un problema.
 
Ho imparato che ci sono proiettili che fanno dei buchi grossi e proiettili che li fanno più piccoli. E che ci sono persone disposte ad essere piene di buchi in nome di quello in cui credono. Che i buchi nelle persone non sempre riescono a fermarle. Di sicuro non riescono a fermare le loro idee.
 
Ho imparato che non tutti possono resistere 63 anni. Ho imparato che è difficile. Però ho anche imparato che è possibile, ed il fatto che sia reale rende la vittoria vicina.
 
Ho imparato che non si può rifiutare un bicchiere di tè. Ho imparato che rifiutarlo è una grave offesa.
 
Ho imparato che se una granata da un carro armato israeliano uccide tua madre e tua sorella, te sei ferita e a 16 anni con il filo di voce che ti è rimasto affermi: "neanche nei sogni di israele ce ne andremo dalla nostra terra", in Palestina sei una ragazza normale.
 
Ho imparato che la resistenza è fatta di tante cose, è una pratica quotidiana. Ho imparato che se non resistiamo assieme ognuno con i suoi mezzi non vinceremo mai. Ho imparato che potremo vincere solo se saremo uniti. Non ho ancora imparato come si fa a essere davvero tutti uniti, anche questo è programma dell'anno prossimo.
 
Ho imparato che il fosforo bianco lascia cicatrici che durano per sempre, che anche le bombe spesso rendono impossibile una vita normale dopo. Ho imparato che le macchie di sangue, anche se non è il tuo, fanno fatica ad essere lavate... in tutti i sensi.
 
Ho imparato che se la mia vicina o il mio vicino non sono liberi allora non lo sono nemmeno io, perché la libertà è una pratica collettiva.
 
Ho imparato che avere qualcuno che ascolta i tuoi problemi è importante. E non potere parlare è tremendo.
 
Ho imparato che ci sono luoghi, come qui a Gaza, dove i colori sono più colorati, il nero è più scuro ed il giallo è più brillante, il rosso più intenso e la gioia più energica, la tristezza più tremenda, la forza più tenace. Ho imparato che il nostro mondo occidentale vive di gradazioni di grigio, e che è tutto avvolto in un involucro di plastica protettiva.
 
Ho imparato che un amico morto ammazzato non è una cosa facile da superare. Però ho anche imparato che anche quando credi che non ce la puoi più fare, quando pensi che "starò stesa qui per l'eternità, non riuscirò più ad affrontare il mondo fuori", anche in questi casi con un po' di pazienza la forza si può trovare.
 
Ho imparato che anche la forza si può imparare. Ho imparato che non esiste un limite oltre il quale non ti puoi spingere. Però ho anche imparato che ci vuole molta pazienza per superarli ad uno ad uno questi limiti.
 
Ho imparato che si può avere paura di morire. Ma è molto peggio quando si ha paura di vivere. Perché la morte dura un istante mentre la vita dura una vita intera.

Se hai votato, ti offro il caffè!

ExAequo aderisce all'iniziativa che Ecom Energia e Eiteam scs propongono ai cittadini italiani affinché si vada a votare in tanti, anzi in tantissimi, ai prossimi referendum.

Lunedì 13 giugno 2011, dopo la chiusura dei seggi e dall'apertura pomeridiana della bottega, alle 15:30 in via Altabella 7/b, verrà offerto un caffè a quanti si presenteranno con la scheda elettorale timbrata.

Puoi aiutare anche tu a diffondere l'iniziativa, andando nel bar dove prendi di solito il caffè e convincendolo a partecipare.

Riproponiamo la pagina sui referendum del sito organizzatore [che nel frattempo, al momento della revisione integrale del sito di ExAequo per il suo rinnovamento - ottobre 2014 -, non esiste più...].

Referendum 2011
Il 12 e il 13 giugno i cittadini sono chiamati a esprimere il loro parere su quattro quesiti referendari: due sull'acqua, uno sul nucleare e uno sul legittimo impedimento.
Si tratta di referendum abrogrativi per i quali è necessario il raggiungimento del quorum: per essere validi dovrà andare al seggio il 50%+1 degli aventi diritto.

Quando si vota
Le operazioni di voto si svolgeranno domenica 12 giugno 2011, dalle 8:00 alle 22:00, e lunedì 13 giugno 2011, dalle 7:00 alle 15:00.

Come si vota
L'elettore, per votare, dovrà esibire al presidente del seggio la tessera elettorale e un documento di riconoscimento. Quindi riceverà al seggio quattro schede di di­verso colore.
Il voto "SÌ", tracciato sulla scheda, indica la volontà di abrogare la normativa richiamata dal quesito referendario.
Il voto "NO", tracciato sulla scheda, indica la volontà di mantenere la vigente normativa richiamata dal quesito referendario.

Il futuro dell'acqua. Per un uso equo e solidale delle risorse idriche

Il 28 maggio 2011 a Milano Altromercato organizza una giornata di approfondimento per arrivare a un voto consapevole in occasione del referendum del 12-13 giugno per fermare la privatizzazione dell'acqua.

L'invito, presso la Sala della Acli in via della Signora 3 alle 10:00, è rivolto a tutti i cittadini interessati ad approfondire il tema in vista del voto: la giornata sarà un'occasione per capire perché e come fermare la privatizzazione dell'acqua.

Durante il convegno interverranno esperti provenienti dal mondo accademico, come Ugo Mattei dell'Università di Torino, ed esponenti della società civile, tra cui Paola Brambilla Presidente WWF Lombardia e Roberto Fumagalli del Comitato Promotore Referendum Acqua Pubblica, che ci guideranno in un percorso approfondito verso un voto consapevole.

"La nostra organizzazione è nata proprio con l'obiettivo di assicurare alle persone le risorse necessarie alla loro dignità", dichiara Guido Leoni, presidente di Altromercato, "tra qualche settimana gli italiani saranno chiamati a votare un referendum d'iniziativa popolare con il quale si intende ribadire un concetto per noi fondamentale: l'acqua è diritto di tutti, imprescindibile, e non deve diventare una merce di scambio".

Sarà allestito un buffet con prodotti del commercio equo a cura della cooperativa Chico Mendes (5 € a persona; prenotazione entro il 27 maggio scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando al 347.9840747).

Aderiscono all'iniziativa:
Acli Milano-Monza-Brianza, Agices, Banca Etica, Comitato Promotore del Referendum Acqua Pubblica, Contratto Mondiale dell'Acqua, Fondazione Solidarete, Legambiente, Slow Food, WWF Italia, Altreconomia, Libera.