Oro verde. Produzione e commercio mondiale del caffè

Prodotto tipico delle economie del Sud, il caffè è geograficamente molto più diffuso di altri cosiddetti coloniali, come il cacao o il tè, tanto che sono una cinquantina i paesi che compaiono nelle statistiche internazionali come produttori.

Il primato della produzione mondiale spetta ai paesi dell'America Centrale e Meridionale con quasi il 62% del totale [dati 2007], seguiti da quelli asiatici con il 26% e quindi dagli africani, che dagli anni Novanta hanno visto ridursi sensibilmente la loro quota sul mercato internazionale a seguito dell'aumentata capacità produttiva delle coltivazioni asiatiche.

Storicamente, nell'Ottocento e fino agli anni Trenta del Novecento il caffè è stato un prodotto per eccellenza latinoamericano.
La sua coltivazione, tuttavia, si diffuse rapidamente in Africa e in Asia negli anni Cinquanta e Sessanta; il continente asiatico ha quindi assunto una posizione di rilievo sul mercato internazionale a partire appunto dalla fine degli anni Ottanta.

L'aumento delle piantagioni in Indonesia e in Vietnam da un lato e gli effetti della liberalizzazione (con lo smantellamento dei controlli statali sulla commercializzazione e la fine dei marketing board – le strutture governative che avevano la funzione di assicurare un prezzo minimo di vendita ai produttori) ha portato a una perdita di importanza della quota africana, che negli anni Settanta aveva raggiunto il 35% della produzione mondiale.

Tra gli asiatici il Vietnam è considerato un vero e proprio caso di successo, con la produzione – quasi esclusivamente di varietà Robusta – che è passata dal milione di sacchi della fine degli anni Ottanta agli oltre 16 milioni del 2007, diventando così il secondo produttore mondiale dopo il Brasile.

Nonostante i cambiamenti avvenuti nella struttura dell'offerta, il Brasile mantiene saldamente la leadership mondiale con oltre 36 milioni di sacchi.
A differenza della maggior parte degli altri produttori dell'area latinaoamericana, questo paese esporta principalmente Robusta.

Altro produttore storico, che occupa il terzo posto nella classifica mondiale, è la Colombia (con più di 12 milioni di sacchi), che produce ed esporta prevalentemente varietà Arabica.

In Africa, in un contesto di progressiva diminuzione delle quote di mercato, spicca l'alta produzione dell'Etiopia, che con 6 milioni di sacchi e una produzione quasi raddoppiata nei primi anni del Duemila, si colloca al quinto posto della classifica mondiale, dopo l'Indonesia.

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