Uscire dalle botteghe

Gli anni Dieci del Duemila sono stati caratterizzati dall'obiettivo di portare la bottega fuori delle botteghe.

Si è cominciato a dicembre 2011 con la prima esperienza di tendone natalizio: una settimana in Piazza Re Enzo a Bologna per proporre un Natale più autentico con i prodotti del commercio equo.

Gli ottimi risultati, per ExAequo e per il Comune, hanno spinto a ripetere l'iniziativa negli anni successivi per periodi di tempo sempre più lunghi.

 Ma già in precedenza, nel 2009, era stata approvata la Legge Regionale 26/2009: "Disciplina e interventi per lo sviluppo del Commercio Equo e Solidale in Emila-Romagna", grazie alla quale, nel 2012, ha potuto tenersi la prima edizione del Festival Terra Equa.
Dodici organizzazioni regionali, con ExAequo come capofila, hanno allestito due giorni di incontri, laboratori e mostre a Palazzo Re Enzo, nonché nelle rispettive sedi locali.

Sempre nel 2012, a qualche giorno di distanza da Terra Equa, è stato poi ufficialmente presentato il servizio catering.
Grazie a numerose chiamate e a un paio di matrimoni davvero sostanziosi, questo servizio si è rivelato una fonte di grosse soddisfazioni per la Cooperativa, che anche in questo modo ha creato entrate economiche fuori delle botteghe.

Dal lato parimenti fondamentale della divulgazione dei valori e dei principi del Commercio Equo, un importante, generoso impulso è provenuto dalla nuova, decisa attenzione verso i social network.
Facebook, Twitter e Tumblr sono diventati strumenti essenziali in questo senso, e il loro utilizzo ha conosciuto un incremento supportato anche dalla frequentazione di corsi specialistici.

Nel frattempo, un rappresentante dell'operativo e la presidenta in carica compivano il viaggio in Palestina e Israele per incontrare i produttori del progetto Fair Trade Fair Peace, che sarebbe stato presentato durante l'evento centrale bolognese della seconda edizione di Terra Equa, nel 2013.

Si tratta di un altro momento fondamentale della storia di ExAequo, costituendo il suo primo progetto di importazione diretta.
Ma Fair Trade Fair Peace rappresenta anche molto di più.
È innanzitutto, infatti, un disegno di cooperazione tra una realtà produttiva palestinese e una israeliana: Bethlehem Fair Trade Artisans (BFTA) di Betlemme e Sindyanna of Galilee di Cana.
ExAequo, insieme alla ONG COSPE e ad altri partner italiani, si è occupata di sviluppare la linea di prodotti di commercio equo, che sono stati poi commercializzati a partire dal Natale di quello stesso anno 2013.

 

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